OBIETTIVI E METODOLOGIA

C'erano una volta Lady Dance, una signorina bianca di buona famiglia che viveva intorno al 1500 in Europa e Tribal, un giovane nero che viveva in una piccola tribù del centro Africa, suonando le sue percussioni. Per motivi opposti (schiavisti i genitori di lei e schiavi lui e i suoi parenti), Dance e Tribal si trovarono insieme su di un vascello che veleggiava alla volta dell'America e incominciarono a fare la reciproca conoscenza. Molte cose li dividevano: usi, costumi, razza, musica, strumenti e danza, ma lo spazio ristretto e i tempi di navigazione li fecero irreparabilmente innamorare, anche contro il volere delle famiglie. Sbarcati in America, i due protagonisti scapparono, si sposarono, raccontarono la loro triste storia d'amore e incominciarono segretamente a danzare e a far musica insieme: nei campi di cotone, in piccole baracche, nelle chiese. Quando poi intorno al 1900, una legge giusta abolì la schiavitù, Tribal e Dance uscirono liberamente per le strade di New Orleans, si mescolarono in mezzo a gente d'altre razze, udirono musiche nuove, incontrarono strumenti, bande festose e fantare funebri e finalmente poterono danzare nelle case e perfino nei caffè alla moda. In questo clima d'euforia la coppia diede alla luce Jazz, un bambino caffelatte molto particolare: mezzo classico e mezzo ritmato, mezzo danzatore e mezzo musicista. Crescendo, Jazz diede sfogo alla sua creatività: fabbricò strumenti con oggetti inusuali; studiò il pianoforte, divenne Dottore in musica (o meglio Maestro), si mise a comporre ed inventò con il corpo passi, gesti e movimenti animando ogni sua emozione in tutte le sue sfumature dal riso al pianto e ancora adesso, dopo tanto tempo, Doctor Jazz rallegra e fa danzare in ogni angolo della terra! Il laboratorio prende a prestito la storia della musica jazz per far scaturire spontaneamente la danza. La narrazione semiseria del matrimonio Americano tra la musica nera e la musica bianca, a metà tra favola e realtà, servirà da canovaccio e da base sonora per affrontare temi corporei, coreografici, ritmici e gestuali. Ogni lezione racconterà uno degli eventi che ha condotto a questa particolare storia, scandendo parallelamente uno degli argomenti specifici del linguaggio danzato.

PROGRAMMA

a) ESPERIENZA INTRODUTTIVA

- Vocabolario corporeo: moltiplicare, precisare, differenziare e diversificare le condotte motorie
- Passaggio da un vissuto passivo ad un'azione dinamica evolutiva e creativa del ragazzo

b) SENSIBILIZZAZIONE MUSICALE CON IL MOVIMENTO

- Danza sulle differenze di tempo, accentuazioni, fraseggio, ritmo e melodie
- Improvvisazioni danzate: musica bianca e nera a confronto con la danza
- Consapevolezza dello spazio, movimenti strutturati e coreografie nello spazio

c) ARGOMENTI TRATTATI

- Musica classica per danze di corte -Tamburi, percussioni e danze tribali Africane
- Nei campi di cotone nascono canti di lavoro (worksongs) e danze (rumba yambù e rumba guaguancò)
- Il gospel nelle funzioni domenicali e le danze d'assieme - Il blues e la chitarra nera
- La jug band e l'invenzione di strumenti musicali con oggetti "di fortuna"
- Ottoni, tamburi, bande festose e fanfare funebri a New Orleans
- Le prime coomposizioni al pianoforte
- Bulli e pupe: il ragtime e il charleston nelle sale da ballo
- Le big bands grandi orchestre con bianchi e neri- Lo swing e il suono del XX secolo

d) CREAZIONI PER L'ATELIER
- Improvvisazioni con oggetti d'uso comune (assi per lavare, bacinelle, pettini e bottiglie, pentole, coperchi…)
- Utilizzo di maschere neutre e presentazione di maschere africane
- "L'atelier": preparazione della festa finale con la presentazione di un breve spettacolo.


MATERIALE FORNITO A RAGAZZI O INSEGNANTI

- Librettini di schede didattiche sui temi proposti da colorare.
- Maschere neutre, oggetti di uso comune (pentole, coperchi, assi da lavare, bacinelle) e piccoli strumenti a percussione che la compagnia utilizza con i ragazzi   durante il laboratorio e la rappresentazione finale.
- Inviti e programmi di sala da consegnare alle famiglie per lo spettacolo.
- Preparazione e prestito di fondali e costumi per lo spettacolo conclusivo.